venerdì 31 ottobre 2008

Italia: paese fermo o in retromarcia?


In questi giorni abbiamo sentito parlare dell'impossibilità di raggiungere gli obiettivi fissati dal protocollo di Kyoto, obiettivi che peraltro non ci sono stati imposti da altri paesi, ma fissati dall'Italia stessa.

E' una nostra abitudine piangerci addosso, e invece di rimboccarci le maniche e cavalcare l'onda dell'attuale mercato energetico, noi che facciamo? Proponiamo un piano energetico a dir poco assurdo: rispolveriamo il nucleare!!! 

Un settore di cui non sappiamo più nulla, o in cui abbiamo perso la maggior parte della conoscenza nel momento in cui con il famoso referendum abbiamo detto NO al nucleare. Oltretutto il nucleare (fissione) non riuscirebbe a risolvere i nostri problemi energetici.....e quando sentiamo dire che l'Italia importa energia dalla Francia.....bisogna sapere che la quota importata è si e no il 5% del totale del nostro fabbisogno energetico.....non il 50%....

E quanto durano le centrali? Non penserete certo che durino in eterno.....anche la loro vita è sui 30 anni e dopo? E il materiale fissile necessario non è che si trova dovunque....e i processi di arricchimento? Quanti soldi sono necessari per costruire queste centrali? Oppure parliamo di Fusione? Sarebbe lo stesso che parlare di teletrasporto, all'attuale livello di conoscenze......e questi argomenti possono essere approfonditi. 

Quando l’Italia uscì dal nucleare più di 20 anni fa, perse un’occasione storica per reindirizzare la propria politica energetica.

Gli obiettivi legalmente vincolanti scadono il 2020.

I nostri politici vogliono creare nuove centrali nucleari, che andrebbero in funzione tra il 2022 e il 2030 e non potrebbero aiutarci a raggiungere gli obbiettivi legalmente vincolanti della fine del prossimo decennio (rinnovabili e riduzione dei gas climalteranti), rendendo altamente probabile il rischio di forti sanzioni per il nostro paese. 

E in Italia perdiamo tempo a chiedere riduzioni al parlamento Europeo, invece di creare una solida industria nel settore delle rinnovabili, che oltre a creare posti di lavoro, ci permette di risparmiare moltissimo e di ridurre le emissioni inquinanti.

E quando mai le centrali dovessero vedere la luce, dovrebbero confrontarsi con i costi delle rinnovabili che nel giro di 10-15 anni saranno diventate altamente competitive. Dunque, una scelta che dal punto di vista della politica industriale rischia di essere un altro fallimento.

Abbiamo perso il treno del Nucleare.....ora vogliamo perdere anche il treno delle rinnovabili.....Un paese in controtendenza o un paese di matti? :)

Un articolo interessante in proposito: 2020 Nucleare o Rinnovabili 




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